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martedì 11 maggio 2010

Libri: La verità, vi prego, sull'amore di W. H. Auden

(inizialmente pubblicato su idranet)
Senza scivolare nella banalità, in poche semplici ballate Auden ci svela la piccolezza e l'immensità dell'amore.
Attraverso un inglese ricco di musica (alcuni di questi testi sono stati scritti per essere musicati e cantati) Auden racconta la verità dell'amore: l'amore umano, l'amore felice ma anche l'amore istintivo e così facile della Natura, degli animali, l'amore atteso e l'amore infranto. Il tempo, compagno inevitabile di questo sentimento, fa capolino e cerca di distruggerlo, lo minaccia paurosamente – ma forse non vince, se è vero che la raccolta termina con Funeral Blues, il Blues in memoria reso celebre dal film Quattro matrimoni e un funerale, in cui si consacra un amore che dura oltre la morte.
Auden nasce a York, nel cuore dell'Inghilterra, nel 1907, ma durante la sua vita viaggia molto: per esempio vive per un anno in Germania, è in Spagna durante la Guerra Civile, visita il Giappone in guerra con la Cina ma fa anche lunghi soggiorni estivi in Italia, a Ischia. Tutte queste esperienze, come disse lui stesso, influenzarono profondamente la sua produzione e le sue tematiche, ma anche nelle poche poesie di questo libro possiamo ritrovare quella sottile ironia, quel malinconico sorriso che è tanto facile ritrovare negli scrittori inglesi.
Qualsiasi parola ulteriore renderebbe banale il contenuto di questa piccola raccolta, curata dall'esecutore testamentario di Auden e accuratamente assortita, per cui è meglio rimandare semplicemente alla lettura.

Wystan Hugh Auden
La verità, vi prego, sull'amore
Adelphi 2006

Libri: "La grande foresta" di William Faulkner

(inizialmente pubblicato su idranet)

In un'America inedita e selvaggia l'uomo combatte ancora una lotta alla pari con gli animali, è ancora parte della Grande Foresta: Faulkner ci mostra il Mississippi e gli americani come non siamo più abituati a vederli.

La grande foresta è una raccolta di racconti che si struttura in un'originale forma quasi romanzesca e che ha come tema fondamentale il rapporto fra l'essere umano e la Natura nel senso più concreto del termine. Le battute di caccia che stimolano e animano il racconto sembrano un pretesto per raccontare la foresta e la sua solenne immensità, la piccolezza dell'uomo e lo scontro (ma anche la condivisione) che lo lega agli animali.

È una dimensione lontana, quasi arcaica, quella in cui Faulkner ci trasporta, abitata dagli odori e dai rumori sottili della selvaggina nel bosco, dalle privazioni a cui gli uomini si sottopongono due settimane all'anno pur di godere ancora dello spazio primitivo e incontaminato della foresta. Ma come scorrono le pagine così scorre il tempo e la foresta prima piano, poi sempre più velocemente, si ritira, rimpicciolisce ad opera dell'uomo e degli incombenti campi di cotone. Alla fine del libro l'avanzamento del progresso si fa vertiginoso e col restringersi dello spazio, della potenza della grande foresta, sembra anche affievolirsi la capacità dell'uomo di relazionarsi con essa, di rispettarla e sentirsi parte di essa: gli ultimi cacciatori, nipoti e pronipoti di quelli raccontati all'inizio del libro, non comprendono il rispetto per gli animali, i longevi abitatori della selva, non sanno perché cacciano, non riconoscono ogni angolo del bosco come luogo che, in parte, gli appartiene.

Big Woods ha il potere di riportare il lettore in uno spazio che è insieme fuori del tempo e in un momento storico ben preciso, profondamente radicato nella società americana eppure, in qualche modo, appartenente ad ogni essere umano.

William Faulkner

La grande foresta

(Adelphi, 2009)

lunedì 1 febbraio 2010

Cavalieri e fanti

[...]
Se aveste mai dormito con un gatto
o con un cane adagiato sopra il grembo,
ora sapreste che la metamorfosi è possibile -
che uomo e gatto e cane sono
entità volatili e cangianti: nel sonno
condiviso scompaiono le stinte
gerarchie fra cavalieri e fanti.

Franco Marcoaldi, Animali in versi
Einaudi, 2006.